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http://www.istruzione.it/

http://www.calabriascuola.it

http://www.rcscuola.it/

BLOG della maestra Bruna

 

istcstilo@libero.it

scuelebivongi@libero.it

 

La collaborazione scuola-famiglia è una risorsa educativa notevole. Incoraggiare, estendere e valorizzare la partecipazione dei genitori rappresenta un impegno importante per la scuola oltre che la garanzia di una gestione collegiale e democratica del nostro sistema d’insegnamento.

 

    Incontri scuola-famiglia                Uscite didattiche e viaggi d'Istruzione                 Visita l'Area alunni

                                                 

Calendario Scolastico

 

L'inizio delle lezioni è fissato per il giorno 14 Settembre

2009 ed il termine per il 5 Giugno 2010.

Il termine delle attività educative nella scuola dell’infanzia è fissato il 30 Giugno 2010.

In conformità alle disposizioni vigenti, il calendario delle festività è

determinato come segue:

 

- il 1° Novembre, festa di tutti i Santi;

- l’8 Dicembre, Immacolata Concezione;

- il 25 Dicembre, Natale;

- il 26 Dicembre;

- il 1° Gennaio, Capodanno ;

- il 6 Gennaio, Epifania;

- il giorno di lunedì dopo Pasqua,

- il 25 Aprile, Anniversario della Liberazione;

- il 1° Maggio, festa del Lavoro;

- il 2 Giugno, festa Nazionale della Repubblica

- Festa del Santo Patrono;

 

Non si effettueranno lezioni, oltre che nei giorni riconosciuti come festività nazionali ed in

premessa indicati, nei seguenti giorni:

 2 novembre 2009 - Commemorazione dei defunti;

 7 dicembre 2009 – interfestivo;

 dal 23 Dicembre 2009 al 6 gennaio 2010 – Vacanze di Natale;

 dal 1 Aprile 2010 al 6 aprile 2010 - Vacanze Pasquali.

 

Feste Patronali:

      Stilo: 23 Aprile, S. Giorgio

      Bivongi: 5 Febbraio, SS. Maria Mamma Nostra

      Pazzano: 19 Marzo, San Giuseppe

           Consiglio d'Istituto

Presidente: Grazioso Itala

Componente genitori:

Alfarano Luigi

Di Paola Teresa

Giusto Francesca

Grazioso Itala

Guarnà Maria Luisa

Marulla Alfonzo

Pileggi Maria Gabriella

Tirotta Antonio Pasquale

                                  

Personale docente:  

Lamberti Carmela                            

Lorenti Lucia

Marcianò Caterina

Tassone Anna

Tassone Maria

Taverniti Cosetta

Taverniti Teresina

Vasile Clara Desdemone

 

Personale ATA:        

Murace Antonio

Riggio Domenico

Membro di diritto: Dirigente Scolastico:

Prof. Pizzati Giovanni

Consigli di Classe  

Scuola Secondaria di I° grado Stilo

Ia A Luly Teresa-Tropeano M. Concetta-Simonetti M. Fortunata

2a A Calabrese Anna-Gara Adriana-

2a B Apicella Lucia- Spagnolo Luiselle-Ferrara Filomena

3a A Marulla Massimo- Minervino Enzo Mario

 

Scuola Secondaria di I° grado Bivongi

Ia C Sorgiovanni Giuseppe-Simonetti Antonella-Mileto Rosa

2a C Giusto Francesca-Baldari M. Rosa-Fiorenza Stefania

3a C Tisano Francesco-Calabrese Alessandra-Tripolino Claudia-

       Zaffino Argentina

 

 

Consigli d'Interclasse   

Scuola Primaria Stilo

Ia A Leotta Teresa Annamaria

2a A Scrivo Meri Cosimina

3a A Metastasio Cosimo

4a A Di Paola Teresa

4a B De Luca Luisa

5a A Adami Patrizia

5a B Lotti Rosella

 

Scuola Primaria Caldarella

Pluriclasse: Perronace Giuseppina

 

Scuola Primaria Bivongi

Ia C Passarelli Claudia

2a C Commisso Stefania

3a C Bosco Donatella

4a C Riggio Giuseppa

5a C Russo Lucia

Consigli d'Intersezione

Consigli d'Intersezione 

Scuola Infanzia Stilo

Ia A Cuteri Rosanna

IIa A Calabrese Anna

       Francesca

IIIa A Spagnolo Luiselle

Siti utili

www.guidagenitori.it

www.mammaepapa.it

www.davide.it/decalogo

 

Atri Siti di interesse

Bivongi 13-12- 2006: Incontro con il Sostituto Procuratore della Repubblica di Locri Dott. Giuseppe Carbone

 

Interventi dei genitori

 

A nome dei genitori che in questa occasione mi onoro di rappresentare, e mio personale, ringrazio la Dirigente dell’Istituto e gli insegnanti che si sono presi l’impegno di svolgere, in questo plesso scolastico, un progetto che ha per tema la legalità. Ringrazio inoltre i rappresentanti  della magistratura, forze dell’ordine, Comune e chiesa) che con il loro  intervento sia istituzionale che personale, rafforzano nei   ragazzi la presa di coscienza dell’ importanza che questo argomento riveste.  Come genitori siamo stati investiti di questo tema e senza alcun indugio intendiamo sostenerlo e aderirvi per tutto ciò che ci compete.

Noi genitori siamo ben consapevoli che il forgiare dei piccoli cittadini è un compito che non può essere lasciato soltanto alla scuola, e men che meno a un singolo progetto, per quanto importante. Anche se alla scuola e agli insegnanti chiediamo molto, e siamo consapevoli   che da un progetto come questo possono nascere grandi stimoli e chiarimenti per i nostri figli. Il tema della legalità è un tema molto attuale in una società come la nostra,  diventata via via sempre più complessa e sofisticata e che per questo pretende delle regole sempre nuove. E’ molto importante che la Scuola se ne occupi, ma è altresì importante che, dentro le nostre famiglie, i nostri figli trovino gli ambienti idonei a conoscere concretamente, cosa è giusto fare o non fare per sé, per gli altri e per la società in cui viviamo. Siamo noi genitori i primi legislatori, i primi avvocati e i primo giudici dei nostri figli. Siamo noi genitori a dover stabilire già dai primi mesi di vita, cosa è bene e cosa è male che il nostro bambino faccia. Siamo noi genitori a dovere imporre ai nostri figli, già nei primi anni della loro esistenza, le giuste regole affinché acquistino i corretti ritmi di vita. A insegnare loro la tolleranza e a dirimere le piccole contese tra fratelli. Siamo noi genitori a dovere insegnare, e a volte a dovere  imporre ai nostri figli, una corretta alimentazione, perché ne va della loro salute e del loro futuro. In tutto ciò chiediamo  sostegno e siamo coadiuvati dalla scuola innanzi tutto, ma anche da altre realtà associative.

Penso alle istituzioni sportive, alla scuola di musica e anche alla chiesa che nel nostro piccolo paese,  per chi lo desidera, si occupa dei nostri figli a partire dall’età scolastica. Tutte queste realtà educazionali,  insieme con la famiglia e la scuola, svolgono e debbono svolgere, un ruolo importante e coordinato nell’educare i nostri figli alla legalità. Legalità però non significa soltanto rispetto delle regole.

Come si sa il rispetto delle regole è una conseguenza della accettazione della regola e dell’averle assimilata come buona, giusta e necessaria. Quindi penso che questo progetto si muoverà nella giusta direzione se riuscirà a far comprendere ai ragazzi che “la regola” va rispettata , perché è buona, giusta e necessaria per sé e per gli altri. Così è per l’uso delle cinture di sicurezza in automobile, o per l’uso del casco sul motorino, per il divieto dell’uso di sostanze stupefacenti, per fare degli esempi.

Il nostro compito è quello di far capire il disvalore di certi comportamenti, innanzi tutto per sé stessi, per la propria salute, oltre che per gli altri e in definitiva per la società. Altro argomento che mi sta a cuore e che sicuramente il progetto tratterà,  è il rispetto di ciò che pubblico, sia essa una strada, un cassonetto, un giardino pubblico, una struttura pubblica, ma anche il rispetto che dobbiamo avere per la “Natura”. E’ importantissimo far assimilare far interiorizzare  ai nostri ragazzi l’amore e il rispetto per ciò che sta  fuori dalla propria casa e che se non è di nessuno è di tutti e anche loro. Purtroppo questo rispetto, questo amore non mi sembra che sia del tutto presente nella nostra cultura. E’ molto importante insegnare ad amare e rispettare la nostra terra innanzi tutto, e mi riferisco alla nostra amata Calabria, preservandola, per quanto ci è possibile, nel nostro piccolo, dall’inquinamento e dalle brutture . Cultura alla legalità in definitiva è uno stile di vita che è bene dare ai nostri ragazzi fin dalla loro più tenera età, per aiutarli a crescere meglio nella consapevolezza che, soltanto correggendo i nostri stili e le nostre abitudini l’umanità potrà salvarsi da un mondo sempre più inquinato e violento.

Ringrazio ancora tutti i presenti e auguro buon lavoro.

                      Itala Grazioso

Io Vi voglio raccontare una storia, la storia di un uomo povero e solo al mondo che nonostante ciò era felice  perché alla  fine della giornata riusciva ad   avere sempre qualcosa  da   mangiare.  Non  si sentiva  solo  perché vivendo per strada aveva un sacco di gente attorno. Aveva   un   amico  speciale  che   non  lo   abbandonava  mai,  questo   amico   era    il   cielo,  il   cielo   di   giorno,  il   cielo   di   notte,  il   cielo   sereno,   il   cielo   imbronciato. Questo amico lo faceva sentire   privilegiato  rispetto agli  altri  uomini  i quali  la  sera,  quando   si    chiudono   nelle  loro  case, il   cielo   non   lo   vedono  più,  lui  invece  quando  la   notte  si  coricava   sulla  panchina   guardava    in  alto  e   il   cielo  era   sempre   là  a   tenergli  compagnia.

L’ unica  cosa    che lo  rendeva  tanto  triste   era    il   fatto   che   non   avesse   un   nome. Infatti  ogni   volta   che   andava   a   bussare   nelle   case  e gli  chiedevano  chi  era, lui  non  diceva   niente, e  così  le  porte  rimanevano  chiuse. Un   giorno  aveva   tanta   sete   e    andò  a   bere   in  un  ruscello.  Mentre   beveva   si   accorse   che   dall’altra   parte   c’era    un  uomo   che   lo   guardava  e   ad   un  certo  punto  gli  disse:”fratello, non  è   che  avresti  un  pezzo   di  pane  per  me”? - Si  guardò   nelle   tasche  e   trovò  un  pezzetto   di  pane  che  gli   era  stato  dato  poco  prima. Senza  pensarci  due  volte   glielo  lanciò.  L’uomo  salutò  e  prima  di  andarsene  lo  ringraziò   dicendogli :-grazie  fratello. Il mendicante si accorse che l’uomo l’aveva chiamato fratello,  quindi  pensò  che fosse  quello  doveva essere il  suo nome .Tutto contento  si recò  alla casa più  vicina, bussò e  quando gli  fu  chiesto chi fosse  lui subito rispose  che  era  un fratello. Immediatamente  la  porta  si aprì,e poi  un’altra  e  un'altra  ancora. Da  quel giorno divenne  l’uomo  più  felice e  più   ricco del mondo perché  finalmente  aveva trovato  il  suo  vero nome.  Questa  storiella  ci vuole far  capire  che al mondo  siamo  tutti  fratelli  ma  soprattutto  che  siamo  tutti  uguali. Non  importa  se  c’è  chi ha  la  pelle  scura  chi  ha  gli  occhi  a  mandorla,  chi  porta  il  velo e  chi  ha  una  lingua  diversa  dalla  nostra.  Si  può  vivere  insieme  se  vengono  rispettate  certe  regole. Queste  regole  sono  il  rispetto,  l’amicizia,  l’amore  e  servono  a  grandi  e  a  piccini  e  ce  le  insegnano  i genitori,  la  scuola  la  chiesa. Purtroppo  non  sempre  vengono  rispettate  e  per  questo  motivo  accadono  tanti  problemi. Nel mondo  ci  sono  bambini  che  piangono  perché  non  hanno  l’amore  di  una  mamma  e  di  un  papà,  perché  vivono  nei  paesi  dove  c’è  la  guerra,  perché  non  hanno  niente  da  mangiare,  perché  vengono  maltrattati,  perché  vengono  violentati,  perché  sono  costretti  a  lavorare  invece  di  andare  a  scuola. Noi  vogliamo  che  i  bambini,  in  tutto  il  mondo  ridono.  Sono  stati  messi  al  mondo,  per  amore,  e  devono  rimanerci  con  dignità.  Nei  paesi  del  terzo  mondo  ogni  sette   secondi  muore  un  bambino  per  fame.  Nel  giro  di  un  paio  d’ore  quanti  sette  secondi  passano  e  quanti  bambini  muoiono?  Questa  è  una  realtà  che  ci  deve  far  apprezzare  quello  che  abbiamo,  sono  i  grandi  a  preparare  i  piccoli  al  futuro  standogli  accanto,  seguendoli,  amandoli,  dandogli  la  forza  a  superare  gli  ostacoli,  quando  c’è  ne  sarà  bisogno.  Soltanto  così  riusciranno  a  mettere  al  proprio  posto  anche  i  pezzi  più  piccoli  della  vita  componendoli  con  coerenza,  senza  incertezze e volta  faccia. Ci  dobbiamo  volere  sempre  bene  perché  il  mondo è un  grande  cerchio  dove  si  trovano  fratelli  di  cultura  diversa, di  religione  diversa, di  razza  diversa  ma  comunque  fratelli.

            Stefania  Commisso

Buongiorno  a  tutti.                      

Mi unisco  al coro di saluti e ringraziamenti per così illustri ospiti, ospiti talmente illustri che posso tranquillamente affermare  che questo  progetto  scolastico  è   ‘partito  col  botto’. Un  progetto  davvero  molto  importante,quanto, ahimè,  attuale. La  domanda  che  mi  pongo  è:  come  può questa società  aiutare  noi  genitori  a  crescere  correttamente  i  nostri  figli? Chi  certamente  una  mano  non  ce  la  dà  è  sicuramente  la   TV. La  fascia  protetta  per  i  ragazzi,  di  fatto,   non  esiste.  

 La  violenza   è   presente   ormai   anche nei  cartoni  animati  e  nella  pubblicità. Se  cambi  canale, su  uno  trovi  il  telefilm  violento,  su  un  secondo  la  pubblicità  diseducativa, su  un  altro  il   cartone  animato   violento,  sull’ altro ancora  ‘Il  Grande  Fratello’  e  simili. Insomma, “e  duva  lampa    e  de  duva   trona”.

C’è quella pubblicità di una famosa marca di telefonini, dove il padre, vigile urbano, dà  30 £   per la ricarica  e  30 €  per la discoteca  alla figlia, la   quale, tra l’altro, torna il giorno dopo; mi domando  come fa  un vigile urbano che guadagna 1200 € al  mese  a…

L’altro  giorno sono andato in  un grande  magazzino della  zona, al  reparto vestiti; per  accattivare   all’acquisto  c’era  scritto:

-“da  0  a   8    anni,  per  i  bimbi  birichini”,

-“da  8  a 14  anni,  per i  bulli  più  belli”

 e  in  quello per le femminucce:

- “da  8   a   14   anni   per  le   pupe  tutto  pepe’.

Fra   me   e  me   mi    sono    detto: - ”ma   se  viene  qualche   bravo   ragazzo/a   lo    troverà  un  paio di pantaloni   per  lui /lei?

Allora   chi   ci   può  aiutare? La  scuola, con   progetti   mirati   come questo,  dove   il    docente   s’impegna  a    diventare   sempre   più   educatore. La   parrocchia   può  fare   molto, divulgando  il   pensiero di  Sant’Agostino,  il  quale   soleva     dire: -” Ama   e  fai  quel che   vuoi.”

Le   forze  dell’Ordine   e   la    Magistratura,   pur con  la scarsità  di uomini   e    mezzi   messi  a   disposizione,  sono  sempre   pronte  ad   intervenire  in   difesa   dei    più  deboli, soprattutto per i  diritti  dei  bambini. Concludo  con  una  mia   riflessione con domanda  finale rivolta  al  Sig. Procuratore Dott. Carbone,  io   non   mi   sento un  uomo  libero.

Non  sto   qui   a    ripetere  quello che  migliaia  di  onesti  e  laboriosi  calabresi  le  avranno detto tante volte. 

Qui, fra  questi   ragazzi/e , ho due figlie. - “  Loro saranno libere”?

             Natale Valenti

Percorsi PON con i genitori

(in aggiornamento)